È trascorso un solo giorno dalla pubblicazione del mio ultimo articolo, che mi sento in dovere di fare alcune precisazioni, anche in virtù di certi sviluppi. Procedo con ordine.
Tra i tanti commenti al mio post su Facebook che rimanda a questo blog, ce n’è uno che dice che bisogna attendere il corso della giustizia. È una verità sacrosanta. Fino a prova contraria, a prescindere dai convincimenti personali, tutti, sindaco Florindi compreso, sono innocenti. Quanti approvano l’articolo che ho pubblicato devono condividere anche questa impostazione, che è segno di civiltà. Se non affermassi questo principio rischierei di macchiarmi di quella stessa inciviltà di cui ho accusato la maggioranza, e la mia coerenza, la mia natura, la mia cultura politica fatta di rispetto non me lo consentono. Questa precisazione si è resa tanto più necessaria, poiché in altri commenti qualcuno sembra spingersi a criticare – pubblicamente – il comportamento del sindaco nella vicenda Linda che però, allo stato attuale, ribadisco è da comprovare.
Al contrario, il mio veemente attacco politico alla maggioranza non ha avuto bisogno dell’esito dell’iter giudiziario. Le dichiarazioni della Rasetta, riportate il 30 marzo su “il Centro”, hanno offerto un’allettante e legittima sponda per poter intervenire. Senza questa, avrei dovuto tacere.
Chiarito il principio del rispetto delle regole e delle persone, passo al secondo punto.
Ricorderete che il succo del mio articolo di ieri s’incentrava su una dichiarazione della dott.ssa Rasetta: “Quello che è accaduto è soltanto un episodio, che nella vita dopo una provocazione può succedere”. Da qui si deduceva facilmente che l’assessore Rasetta e la maggioranza ritenessero l’episodio effettivamente accaduto e che fosse giustificabile per via di una presunta provocazione (che a me non risulta affatto). Si evinceva pure, in altre frasi, la vicinanza e la solidarietà della compagine governativa al proprio sindaco, anche in questa deplorevole vicenda.
Ad ogni buon conto, in relazione a questa dichiarazione, la dott.ssa Rasetta mi ha chiesto la cortesia di inserire alcune sue precisazioni. Sebbene non sia un giornalista obbligato alla par condicio e quindi ad ospitare nel proprio modestissimo spazio virtuale i pareri di tutti, men che meno di quelli che sono miei detrattori politici, ritengo tuttavia di poter accontentare la mia ex collega di maggioranza che sostiene di non aver pronunciato quella frase. Per esigenze di sintesi non riporto il testo della sua smentita.
Sebbene ritenga quelle dichiarazioni effettivamente rilasciate, voglio dar seguito a questa smentita sospendendo solo momentaneamente ogni mia esternazione polemica contro la maggioranza, rimettendo ogni ulteriore intervento allorché i fatti saranno accertati e le parti politiche costrette a prendere posizioni ufficiali.
Tanto dovendo, vi saluto.
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