IL CENTRO SINISTRA E LE REGOLE DELLA
DEMOCRAZIA.
La democrazia si fonda su di un principio pragmatico:
cioè è uno strumento per scegliere chi deve governare: nella
fattispecie, governa chi ottiene la maggioranza dei consensi. Da qui due
corollari sono immediati: 1) la scelta della maggioranza non ha
garanzia di essere la migliore, nel senso che non è detto che “i più”
debbano avere per forza ragione. Esempio
banalissimo. Il famoso aiuto da casa del quiz di Gerry Scotti che più
di una volta ha dimostrato di penalizzare il concorrente. 2) La
democrazia garantisce risultati tanto migliori, quanto maggiore è il
grado di conoscenza, competenza di un popolo chiamato a esprimersi. In
altre parole la maturità culturale e civile migliora le performance del
“sistema”. Questo va detto perché un sostenitore della democrazia può
definirsi tale solo se ne comprende la vera essenza, nei suoi pregi e
nei suoi limiti. Fatto questo doveroso cappello, entro molto
sinteticamente nel merito dei risultati di ieri.
Tra le possibili
cause del flop del centro-sinistra, io individuo una assoluta incapacità
di comunicazione, elemento di fondamentale importanza se si vuole
ottenere consenso e non spaccar teste.
Ecco, a mio avviso, alcune
pecche dei leader del c.s.:
a) mancanze di una comunicazione assertiva;
b) poca chiarezza nei programmi e nella loro enunciazione (i punti –
quelli da enunciare in campagna elettorale – devono essere pochi, chiari
e fermi);
c) carente proposta di immagine complessiva (nel senso che la
proposizione del nuovo non può passare attraverso dinosauri e
cariatidi, due su tutti, Marini e Bindi – ma ce ne sono altri);
d)
l’apparente (o peggio reale) mancanza di un sogno da proporre, quando la
storia della sinistra è sempre stata piena di slanci ideali.
Contenuti poco chiari e incapacità evocativa hanno contribuito a
produrre, dunque, questo risultato. E mentre Bersani & co.
galleggiavano nell’inerzia stagnante, confidando in una lenta deriva che
li consegnasse alla vittoria, l’altra parte, il caimano, faceva il suo
mestiere: dimenando la coda come solo lui sa fare, nei gorghi delle
acque limacciose ha predato le illusioni di molti italiani. Senza pudore
ha promesso (imu, condoni,…) e senza pudore gli italiani hanno aperto
il palmo della mano al gesto caritatevole.
Per l’amor del cielo,
Berlusconi di bassezze ne ha fatte, ne è il maestro indiscusso; ma non
puoi fermarti a protestare, perchè lui ti prende la palla e va dritto in
porta. Le polemiche sulla lettera di rimborso dell’IMU ne è un esempio
lampante.
Prima regola del meccanismo democratico, dunque, è
prendere voti. Non come Berlusconi, ma strategia della comunicazione e
sano realismo sono assolutamente necessari. E direi anche capacità di
appeal che Bersani, oggettivamente, non possiede. In piena onestà, non
posso esimermi dall’esprimere perplessità sulla comunicazione di
Vendola.

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