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giovedì 28 febbraio 2013

IL CENTRO SINISTRA E LE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA.
La democrazia si fonda su di un principio pragmatico: cioè è uno strumento per scegliere chi deve governare: nella fattispecie, governa chi ottiene la maggioranza dei consensi. Da qui due corollari sono immediati: 1) la scelta della maggioranza non ha garanzia di essere la migliore, nel senso che non è detto che “i più” debbano avere per forza ragione. Esempio banalissimo. Il famoso aiuto da casa del quiz di Gerry Scotti che più di una volta ha dimostrato di penalizzare il concorrente. 2) La democrazia garantisce risultati tanto migliori, quanto maggiore è il grado di conoscenza, competenza di un popolo chiamato a esprimersi. In altre parole la maturità culturale e civile migliora le performance del “sistema”. Questo va detto perché un sostenitore della democrazia può definirsi tale solo se ne comprende la vera essenza, nei suoi pregi e nei suoi limiti. Fatto questo doveroso cappello, entro molto sinteticamente nel merito dei risultati di ieri.
Tra le possibili cause del flop del centro-sinistra, io individuo una assoluta incapacità di comunicazione, elemento di fondamentale importanza se si vuole ottenere consenso e non spaccar teste.
Ecco, a mio avviso, alcune pecche dei leader del c.s.:

a) mancanze di una comunicazione assertiva;
b) poca chiarezza nei programmi e nella loro enunciazione (i punti – quelli da enunciare in campagna elettorale – devono essere pochi, chiari e fermi);
c) carente proposta di immagine complessiva (nel senso che la proposizione del nuovo non può passare attraverso dinosauri e cariatidi, due su tutti, Marini e Bindi – ma ce ne sono altri);
d) l’apparente (o peggio reale) mancanza di un sogno da proporre, quando la storia della sinistra è sempre stata piena di slanci ideali.
Contenuti poco chiari e incapacità evocativa hanno contribuito a produrre, dunque, questo risultato. E mentre Bersani & co. galleggiavano nell’inerzia stagnante, confidando in una lenta deriva che li consegnasse alla vittoria, l’altra parte, il caimano, faceva il suo mestiere: dimenando la coda come solo lui sa fare, nei gorghi delle acque limacciose ha predato le illusioni di molti italiani. Senza pudore ha promesso (imu, condoni,…) e senza pudore gli italiani hanno aperto il palmo della mano al gesto caritatevole.
Per l’amor del cielo, Berlusconi di bassezze ne ha fatte, ne è il maestro indiscusso; ma non puoi fermarti a protestare, perchè lui ti prende la palla e va dritto in porta. Le polemiche sulla lettera di rimborso dell’IMU ne è un esempio lampante.
Prima regola del meccanismo democratico, dunque, è prendere voti. Non come Berlusconi, ma strategia della comunicazione e sano realismo sono assolutamente necessari. E direi anche capacità di appeal che Bersani, oggettivamente, non possiede. In piena onestà, non posso esimermi dall’esprimere perplessità sulla comunicazione di Vendola.

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