L’aspetto deprimente di tutta la vicenda della discarica di Piano di Sacco, così come gestita dal sindaco Florindi e dalla sua muta schiera consigliare, non è tanto l’esserne a favore o meno, ma quanto quello di non prendersene la responsabilità di fronte ai cittadini. Le posizione ufficiali assunte in consiglio comunale, infatti, non sono coerenti con quanto detto a mezzo stampa, e quanto detto a mezzo stampa, il più delle volte, è un avvicendarsi di ripensamenti e contraddizioni.
Il sindaco Florindi nei mesi ha lasciato intendere una volta di essere favorevole, una volta contrario, per partorire, dopo soffertissima gestazione, la decisione di non decidere, nascondendosi dietro il pretestuoso ricorso alla consultazione popolare. Eppure il sindaco ha più volte sostenuto di essere, cito testualmente, “per la politica che decide”.
Con quest’antefatto, il consiglio comunale di Città Sant’Angelo, nella sua ultima seduta, ha dato una delle sue peggiori prove negli ultimi anni. La maggioranza, spronata a dare un pronunciamento ufficiale contro la discarica, ha preferito glissare. Invece di approvare la proposta di contrasto al progetto discarica redatta dal sottoscritto, ha votato una sua delibera dove, con atteggiamento Pilatesco, dichiara di lavarsene le mani. Le forzature del documento sono due e macroscopiche. 1) il pessimo artificio di parole e il linguaggio avvocatesco che hanno l’evidente scopo di non far capire alla gente; 2) il fatto che si sia mascherata la volontà di non decidere dietro l’ipocrita e apparente liberalità di una consultazione referendaria comunale che, per legge, e la maggioranza lo sa, non è praticabile per la questione della discarica. In tal senso, sollecitata in consiglio comunale a dare un doveroso chiarimento, la capogruppo del PD, d.ssa Bellini, non ha saputo fornire risposte. Gli altri consiglieri di maggioranza, manco a dirlo, sono rimasti anch’essi in silenzio. Insomma un documento senza né capo, né coda.
Ma gli elementi di perplessità sono anche e soprattutto altri. Si dimentica infatti che sulla questione discarica questo consiglio comunale ha già deliberato. Lo ha fatto nel 2009 esprimendosi in maniera forte, all’unanimità, contro la realizzazione della discarica di Caparrone a Collecorvino, collocata dall’altra parte del fiume rispetto a quella attualmente proposta a Piano di Sacco. La contrarietà a quell’impianto poggiava – e tuttora poggia – sulla necessità di salvaguardare le risorse del territorio angolano in termini paesaggistici, rurali, di produzioni agricole. Queste positività e la bontà di un percorso che mira a valorizzarle sono oggettivamente attestate da una serie di riconoscimenti quali l’appartenenza di Città Sant’Angelo ai “Borghi più belli d’Italia”, alle associazioni “Città del Vino”, “Città dell’Olio”. Queste adesioni presuppongono il possesso di un territorio con certe caratteristiche di immacolatezza. “Non certo una discarica garantisce questi requisiti” disse testualmente Fabbiani in occasione di quel consiglio comunale del 2009, mentre perorava fortemente il suo forte no a Caparrone.
Si badi che quegli elementi di incompatibilità territorio/discarica, allora acclarati per Caparrone, sono ancora lì, validi anche e a maggior ragione per Piano di Sacco, in quanto il progetto si collocherebbe sul nostro territorio. Aggiungo ancora che il percorso di valorizzazione del territorio angolano, dal 2009, è proseguito a grandi passi. Oggi Città Sant’Angelo fa parte anche di “Cittaslow”, la rete internazionale del buon vivere, e del “Distretto Rurale Terre Vestine – dalle Saline al Gran Sasso”, di cui il nostro ente è stato promotore e ne è coordinatore e capofila. Questo per dire che gli elementi di contrarietà ad una discarica collocata a Caparrone o a Piano di Sacco che sia, sono addirittura aumentati.
Allora sarebbe lecito domandarsi:
1) Cosa è cambiato dal 2009 ad oggi perché la posizione di Città S.Angelo cambiasse radicalmente?
2) Come mai ci si oppose con fermezza alla realizzazione di una discarica ai confini del ns territorio e oggi, che una discarica minaccia più da vicino la nostra comunità, non ci si oppone?
Il sindaco Florindi nella delibera approvata nell’ultimo consiglio comunale - e tra le righe del suo blog - parla di doverosa valutazione di costi/benefici; ma se è così, quando nel 2009 ci siamo opposti a Caparrone, l’abbiamo fatto solo perché a Città S.Angelo non rientrava nulla in termini di ristoro? Messa così, questa posizione sembrerebbe pericolosamente simile a quella del sindaco di Elice De Massis nei confronti del progetto Piano di Sacco. Dico pericolosamente perché l’avversione di De Massis è stata oggetto di pesanti critiche da parte degli stessi amministratori angolani.
Ancora. Quando all’epoca votammo contro Caparrone, lo facemmo – almeno ero persuaso di questo – con grande senso di responsabilità. Infatti, sebbene anche allora il problema emergenza rifiuti fosse all’orizzonte, anche se un po’ più lontano rispetto ad oggi, ritenemmo, ciò nonostante, di dover votare contro l’impianto, in quanto contrastava con una linea fondamentale di sviluppo territoriale perseguita dalla politica angolana. Quindi, se è vero che all’epoca questo consiglio comunale agì responsabilmente votando contro la discarica di Caparrone, usando motivazioni prevalenti rispetto alla prospettiva emergenza rifiuti, evidentemente quelle motivazioni dovrebbero continuare ad essere prevalenti e nei confronti di una valutazione di convenienza economica, e della evocata emergenza rifiuti con cui il sindaco Florindi dal suo blog tenta di persuadere la popolazione per un sì alla discarica di piano di Sacco.
Tutte queste deduzioni andrebbero a cadere se si ammettesse che, in occasione della delibera contro Caparrone, questo consiglio comunale, invece di agire responsabilmente, fu mosso soltanto da fini egoistici. Ma il principale artefice di quella battaglia, cioè Fabbiani, col pieno appoggio del sindaco Florindi, sarebbe disposto ad ammettere questo peccato ipocrisia? Un’ impostura che, stando ai termini del ragionamento, s’è comunque compiuta: ora se non allora, allora se non ora.
Sempre a Vostra disposizione, il consigliere Giancarlo Ferretti.
discarica si discarica no
RispondiEliminaio dico no perche' credo che le strade da percorrere per risolvere il problema immondizia nella nostra citta' sia altre... RITENGO CHE parlare di discarica e non aver mai neppure provato a fare la raccolta differenziata ... PORTA A PORTA fa veramente ridere...io fossi in voi prima farei questa operazione ... PORTA A PORTA su tutto il territorio crecando di differenziare il piu' possibile reciclando tutto e di piu' visto che di materiale SECCO-INDIFFERENZIATO oggi ne resta poco poco... cio che differenzio lo rivendo e visto che per differenziare bene prima di vendere ci vuole un punto di stoccaggio dove SICURAMENTE ci sarebbero almeno 10 posti di lavoro in piu' nel nostro territorio..cosa incredibile oggi giorno... certamente anche la messa in opera del porta porta obbligherebbe la ditta appaltatrice del servizio di igene urbana ad assumere piu' personale e cosi altri posti nuovi di lavoro.
MORALE IO NON FAREI LA DISCARICA MA OTTERREI FACENDO IL PORTA PORTA ...
PIU' POSTI DI LAVORO
PIU' SOLDI PER LE CASSE COMUNALI vendendo cio che si recicla
PIU' CREDIBILITA' PERCHE' NON DISTRUGGO QUESTO STUPENDO PAESAGGIO... E SE VE LO DICE UNO CHE DA PIACENZA E' VENUTO A VIVERE QUI E LO HA FATTO PERCHE' RITIENE L'ABRUZZO LA REGIONE PIU' BELLA D'ITALIA CREDETECI...
MICHELE PICCHIONI ...IL PIACENTINO
P.S. complimenti giancarlo bellissima idea queasta di aprire un blog sul quale confrontarci su problemi seri del nostro territorio imbocca al lupo... ah volevo ricordarti che comunque vada FORZANGOLANA VINCI PER NOI... TUTTI ALLO STADIO SOSTENIAMO LA SQUADRA DELLA NOSTRA CITTA'